Il Vallo di Lauro, situato nel cuore dell’Irpinia, è una terra ricca di storia, arte e tradizioni. Composto da sette affascinanti borghi — Lauro, Pago del Vallo di Lauro, Moschiano, Quindici, Taurano, Domicella, e Marzano di Nola — il Vallo offre un viaggio indimenticabile tra paesaggi mozzafiato e un patrimonio culturale unico.
Questa guida ti porterà alla scoperta dei tesori di ciascun borgo, collegandoti a contenuti esclusivi e approfondimenti dedicati.
Alla Scoperta dei Borghi del Vallo di Lauro
Lauro
Cuore pulsante del Vallo, Lauro è noto per il maestoso Castello Lancellotti, uno dei simboli più iconici della zona. Le sue antiche chiese e il centro storico raccontano secoli di storia. Scopri di più su Lauro nella pagina dedicata: Lauro: Storia e Monumenti.
Pago del Vallo di Lauro
Con le sue origini romane e la splendida Villa Romana di San Pietro, Pago è un luogo dove il passato prende vita. Approfondisci la storia di Pago qui: Pago del Vallo di Lauro.
Moschiano
Moschiano incanta i visitatori con i suoi paesaggi naturali e le tradizioni vive, come la celebre Sagra della Castagna. Esplora i dettagli nella pagina dedicata: Moschiano: Tradizioni e Cultura.
Quindici
Quindici è un borgo storico, legato indissolubilmente al feudo di Lauro. Il suo patrimonio comprende il suggestivo Santuario di San Teodoro e il Museo di Arte Sacra. Scopri di più: Quindici: Fede e Storia.
Taurano
Ricco di fascino, Taurano custodisce il meraviglioso Convento di San Giovanni in Palco e i resti di antiche ville romane. Approfondisci qui: Taurano: Storia e Archeologia.
Domicella
Con le sue radici romane e monumenti come l’Abbazia della Madonna delle Grazie, Domicella rappresenta un importante tassello del Vallo. Leggi di più: Domicella: Un Borgo da Scoprire.
Marzano di Nola
Marzano di Nola è un borgo di confine che incanta con il suo Santuario della Madonna dell’Abbondanza e la sua Torre Medievale. Esplora i suoi tesori qui: Marzano di Nola.
Perché Visitare il Vallo di Lauro?
Patrimonio storico e culturale: Castelli, chiese, musei e ville romane raccontano la storia millenaria di questa terra.
Eventi e tradizioni: Feste popolari come la Sagra della Castagna di Moschiano e rievocazioni storiche rendono il Vallo una destinazione viva e coinvolgente.
Paesaggi unici: Circondato da verdi colline e montagne, il Vallo di Lauro è un’oasi di pace per chi ama la natura.
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Lauro, un borgo incastonato nel cuore del Vallo di Lauro, è una destinazione affascinante, ricca di storia, cultura e tradizioni. Dalle sue radici romane fino alle influenze medievali, il borgo racconta una storia di dominazioni e famiglie nobiliari che hanno segnato il territorio.
Le Origini
Le prime testimonianze della presenza umana risalgono all’epoca romana, con insediamenti rustici che sfruttavano la fertilità delle campagne. Reperti ceramici e strutture murarie, ritrovati in località San Giovanni del Palco, evidenziano l’importanza di Lauro già in epoca imperiale.
Lauro deve il suo nome al latino laurus, un chiaro riferimento alla pianta d’alloro, simbolo di gloria e vittoria. Per approfondire la storia e il suo legame con la natura, visita l’articolo Lauro: Natura, Storia e Tradizioni.
Il Feudo e le Famiglie Nobiliari
Dal 1115, Lauro entrò a far parte di un vasto feudo, passando sotto il controllo di famiglie illustri come i Sanseverino, i del Balzo, e i Lancellotti. Quest’ultima famiglia mantenne il possesso del territorio fino all’abolizione della feudalità nel 1806, lasciando un’impronta indelebile con il loro maestoso Castello Lancellotti.
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I Tesori di Lauro
Castello Lancellotti
Il Castello Lancellotti, ricostruito nel XIX secolo dopo l’incendio del 1799, è un capolavoro di architettura medievale e rinascimentale. Con i suoi interni riccamente decorati e i giardini curati, rappresenta una delle principali attrazioni turistiche del borgo.
Torre Civica
Simbolo della difesa medievale, la Torre Civica si erge maestosa nel cuore del borgo. Con i suoi stretti percorsi interni e le scale in pietra, offre una vista panoramica mozzafiato sulla valle.
Chiesa della Pietà
La Chiesa della Pietà, risalente al XVI secolo, è un esempio di architettura barocca. All’interno, si possono ammirare decorazioni e opere che raccontano la profonda devozione della comunità di Lauro.
Palazzo dei Tufi
Questo edificio storico, con il suo portale in pietra finemente lavorato, rappresenta uno dei simboli del potere nobiliare che ha caratterizzato il borgo irpino nel corso dei secoli.
Scopri di Più
Lauro, con il suo patrimonio culturale e architettonico, è una meta imperdibile per chi desidera scoprire la storia dell’Irpinia. Per conoscere altri dettagli e pianificare la tua visita, esplora tutti i monumenti.
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Fonti: I comuni dell’Irpinia. Storia, arte, monumenti
Situato ai piedi del Monte Visciano, Marzano di Nola è un piccolo borgo del Vallo di Lauro, ricco di storia e tradizioni. Grazie alla sua posizione strategica e alla fertilità delle sue terre, Marzano ha svolto un ruolo cruciale nei secoli, intrecciando la sua storia con quella di Lauro e degli altri borghi vicini.
Le Radici Storiche di Marzano
I primi insediamenti umani nella zona risalgono all’epoca romana, come dimostrano i reperti ceramici e le strutture murarie rinvenute. In epoca tardo-repubblicana, le evidenze archeologiche indicano la presenza di una villa rurale, scoperta in località Cimitero.
Il nome del borgo sembra derivare dal latino Marcius o Marcianus, confermando le sue origini come insediamento agricolo. Per approfondire le radici storiche della valle, visita l’articolo Lauro: Natura, Storia e Tradizioni.
Un Legame con il Feudo di Lauro
Aggregato al feudo di Lauro, Marzano di Nola seguì le vicende storiche e amministrative del vicino castello. Dal XIII al XIX secolo, il borgo fu sotto il controllo di famiglie nobiliari come i Sanseverino, i del Balzo, e infine i Lancellotti, che conservarono il potere fino all’abolizione dei diritti feudali nel 1806. Scopri di più sulla storia di Lauro e delle sue famiglie nobiliari visitando Lauro Turismo.
I Tesori di Marzano di Nola
Chiesa di San Trifone Martire
La Chiesa di San Trifone Martire, costruita nella prima metà del XVIII secolo, è uno degli edifici religiosi più importanti del borgo. La sua facciata conserva un portale architravato e un timpano triangolare, mentre all’interno si trovano statue e altari dedicati al santo patrono.
Santuario della Madonna dell’Abbondanza
Edificato nel XV secolo e ricostruito in stile barocco nel XVIII, il Santuario della Madonna dell’Abbondanza è una testimonianza della fede della comunità. La chiesa presenta una facciata monumentale e un campanile a “cipolla”, tipico dell’architettura religiosa della zona.
Torre Medievale
La torre, situata lungo la strada che conduce a Lauro, risale al XIV secolo e serviva come punto di controllo militare e amministrativo. Con il suo coronamento merlato e le strette feritoie, rappresenta un esempio di architettura difensiva medievale.
Villa Romana
In località Cimitero, i resti di una villa rustica tardo-repubblicana raccontano l’importanza agricola della zona in epoca romana. Tra i reperti, spiccano una cisterna e strutture murarie ben conservate.
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Fonti: I comuni dell’Irpinia. Storia, arte, monumenti
Situato ai margini del Vallo di Lauro, Domicella è un borgo che intreccia una storia millenaria con un ricco patrimonio culturale e architettonico. Il suo territorio, abitato fin dall’epoca romana, racconta di una comunità cresciuta attorno a ville rustiche e antiche chiese, conservando intatte le tracce di un passato affascinante.
Le Origini di Domicella: Un Legame con Roma
Le radici di Domicella risalgono all’età romana, come testimoniano i resti di una villa rustica scoperti nel 1929 lungo la via Palma-Lauro. Gli scavi hanno portato alla luce ambienti pavimentati in opus signinum, una cella vinaria, e contenitori per derrate alimentari con il bollo di produzione di C. Iulius Felix, liberto della famiglia Giulia.
Altri resti sono stati rinvenuti in località Cioppola, dove una seconda villa rustica testimonia l’importanza agricola del territorio in epoca imperiale.
La prima menzione documentata di Domicella risale al 979, quando era parte delle proprietà del feudo di Lauro. Nel corso dei secoli, il borgo passò sotto il controllo di importanti famiglie nobiliari come i del Balzo, gli Orsini, i Sanseverino, e infine i Lancellotti, che mantennero il controllo fino all’abolizione dei diritti feudali nel 1806.
Questo legame con Lauro sottolinea l’importanza strategica e culturale di Domicella nel panorama del Vallo. Scopri di più sulla storia del feudo di Lauro e dei suoi borghi visitando Lauro Turismo.
I Tesori di Domicella
Centro Antico
Il centro storico di Domicella è un gioiello medievale, con le sue strette vie e i palazzi storici come Palazzo Lupi (XV-XVII secolo). Una passeggiata tra le sue strade permette di immergersi nell’atmosfera autentica del borgo.
Abbazia della Madonna delle Grazie
Uno dei luoghi più significativi è l’Abbazia della Madonna delle Grazie, documentata già nel 1093. L’edificio, più volte ristrutturato, conserva un portale settecentesco e una scala a tenaglia che precede l’ingresso, offrendo uno spettacolo architettonico unico.
Chiesa di San Nicola di Bari
Questa chiesa, risalente al XVI secolo, è un importante esempio di architettura religiosa locale. Con una facciata in pietra architravata e un interno ricco di decorazioni in marmo policromo, la chiesa riflette la profonda devozione della comunità.
Villa Romana
In località Cioppola, i resti di una villa romana raccontano la storia di un territorio agricolo prospero. Tra i reperti visibili, spiccano ambienti pavimentati in opus signinum e una vasca vinaria, simbolo della produzione locale.
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Immerso nel verde dell’Irpinia, Quindici è un borgo ricco di storia, dove le tracce dell’antichità si mescolano con un patrimonio culturale e religioso di grande valore. Con una storia che affonda le radici in epoca romana, Quindici rappresenta un tassello importante del Vallo di Lauro.
Le Origini di Quindici: Dalla Presenza Romana al Medioevo
Le prime testimonianze archeologiche risalgono all’epoca romana, con il ritrovamento di un insediamento rurale presso la collina di San Teodoro e la villa rustica scoperta in località Santa Lucia. Gli scavi hanno rivelato ambienti decorati con intonaci dipinti in colori vivaci e pavimentazioni in cocciopesto, testimonianze dell’eruzione del Vesuvio del 479 d.C.
L’origine del nome Quindici è incerta: alcuni lo collegano al console romano Quinto Decio, altri al numerale latino quindecim, che potrebbe riferirsi alla distanza da due città principali o a un’unità agraria.
Durante il Medioevo, Quindici si sviluppò come casale del feudo di Lauro, seguendo le vicende delle famiglie nobiliari che si susseguirono nel controllo del territorio: dai del Balzo agli Orsini, fino ai Lancellotti, che mantennero il potere fino all’abolizione dei diritti feudali nel 1806. Questo legame con Lauro si riflette anche nelle tradizioni culturali e religiose del borgo.
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I Tesori di Quindici
Chiesa di Maria SS. delle Grazie
Costruita nel XVIII secolo su una cappella preesistente, la Chiesa di Maria SS. delle Grazie è un esempio di architettura barocca con decorazioni floreali e un’antica statua lignea della Madonna con Bambino. All’interno si trovano pregevoli opere, tra cui un reliquiario del tardo Ottocento e un Triunfo della Vergine del Cosenza.
Museo di Arte Sacra
Adiacente alla Chiesa delle Grazie, il museo conserva reperti liturgici e archeologici, tra cui libri miniati e oggetti metallici del ‘700. Questo luogo racconta la ricchezza spirituale e culturale del borgo.
Santuario di San Teodoro
Situato sulla collina omonima, il Santuario di San Teodoro domina il borgo con la sua architettura semplice e suggestiva. Costruito tra i secoli XIV e XV, il santuario è un luogo di culto e di pellegrinaggio, dove tradizione e fede si incontrano.
Quindici, un Borgo da Scoprire!
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Fonti: I comuni dell’Irpinia. Storia, arte, monumenti
Situato nel cuore dell’Irpinia, Moschiano è un borgo che racconta secoli di storia e conserva tradizioni vive, tra cui la celebre Sagra della Castagna, giunta quest’anno alla sua 40ª edizione. Un appuntamento imperdibile per scoprire i sapori e la cultura di questo affascinante territorio.
La 40ª Sagra della Castagna
Nel weekend del 26 e 27 ottobre 2024, Moschiano ha celebrato la 40ª edizione della Sagra della Castagna, organizzata dalle Pro Loco locali con il patrocinio del Comune di Moschiano. L’evento, attesissimo da abitanti e visitatori, ha offerto momenti indimenticabili, tra cui:
Castagnaccio lungo 20 metri: un’opera d’arte culinaria che ha sorpreso tutti i partecipanti.
Esibizioni di gruppi folk: per immergersi nella musica e nelle danze tradizionali.
Passeggiate gratuite nei castagneti: con servizio navetta per esplorare i luoghi naturali dove nasce la pregiata castagna locale.
Un’occasione speciale per gustare i prodotti tipici e vivere la calorosa ospitalità del borgo.
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Tracce Antiche e Origini del Borgo
Le radici storiche di Moschiano si intrecciano con le prime testimonianze archeologiche, come le tombe sannitiche (IV-III secolo a.C.) rinvenute nelle località Le Pezze e Carrata. Il toponimo sembra derivare dal termine latino Musculus, confermando l’antichità del borgo.
Le prime tracce documentate risalgono al 1324, con la citazione di una chiesa dedicata a Santa Maria de Musclano, a testimonianza della lunga tradizione religiosa e culturale di Moschiano.
Moschiano e il Suo Patrimonio Culturale
Santuario della Madonna della Carità
Uno dei luoghi più significativi è il Santuario della Madonna della Carità, costruito nel XV secolo e successivamente ampliato. La facciata presenta elementi classici, mentre l’interno conserva decorazioni lignee e altari in marmo policromo. Particolarmente ammirato è il rilievo raffigurante la Madonna, realizzato da Corrado Mastrapasqua.
Chiesa Maria SS. della Carità
Questa chiesa, risalente al XVII secolo, presenta una struttura articolata su tre navate e conserva un dipinto attribuito al Mozzillo. La cripta custodisce i resti di una chiesa trecentesca, rendendola un luogo di grande interesse storico e artistico.
Chiesa Maria SS. dell’Immacolata
La Chiesa Maria SS. dell’Immacolata, con il suo interno a tre navate, è un altro gioiello del borgo. Nella cripta si trovano resti di una precedente chiesa risalente al Trecento, che aggiungono valore storico al luogo.
Un Borgo tra Storia e Tradizioni
Moschiano ha saputo preservare il suo legame con il passato, celebrandolo attraverso eventi come la Sagra della Castagna, che ogni anno richiama visitatori da tutta la regione e oltre. Questo borgo, con le sue chiese, i suoi personaggi illustri e le sue tradizioni, rappresenta una meta imperdibile per chiunque voglia scoprire l’anima autentica dell’Irpinia.
Pago del Vallo di Lauro, incastonato nella verde Irpinia, conserva tracce di un passato affascinante, che spazia dall’epoca romana fino al medioevo. Un borgo ricco di storia e tradizioni, che invita i visitatori a scoprire il suo patrimonio culturale e naturale.
Origini Romane e Presenza Storica
Le radici di Pago affondano nell’epoca romana, come dimostrano i ritrovamenti archeologici nelle località Montedonico e San Pietro, dove sono state scoperte strutture rustiche e resti di età imperiale. Tra i reperti più importanti, si segnalano i resti di una villa rustica del I secolo d.C. e quelli di un edificio con colonne in granito e mosaici, probabilmente un tempio dedicato a Ottaviano Augusto.
Vuoi scoprire altri luoghi di interesse nella valle? Approfondisci le bellezze storiche e naturalistiche di Lauro nell’articolo Lauro: Natura, Storia e Tradizioni.
Un Borgo tra Storia e Tragedie
Pago ha vissuto una storia intensa e travagliata, con periodi di splendore alternati a momenti di crisi, come il terremoto del 1702 e le incursioni delle truppe francesi nel 1799. Questi eventi hanno segnato il borgo, così come Lauro ha vissuto momenti di grande impatto storico, rappresentati oggi dal suo splendido Castello Lancellotti, cuore pulsante del territorio.
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Luoghi di Interesse a Pago del Vallo di Lauro
Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli
Costruita nella seconda metà del XVII secolo, la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli presenta un’architettura semplice, ma affascinante, con decorazioni in marmo policromo e dipinti che raccontano la devozione religiosa della comunità locale.
Chiesa di San Lorenzo
Situata nella frazione Sopravia, questa chiesa del XVII secolo è un esempio di architettura religiosa locale, arricchita da altari marmorei e una statua di San Lorenzo Martire.
Villa Romana
In località San Pietro, i resti di una villa rustica romana rappresentano una testimonianza unica della presenza imperiale nella zona. Tra i reperti spiccano pavimenti a mosaico e una grande cisterna, simbolo dell’ingegneria romana.
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“Nelle mie vene scorre sangue e colore” Carmen Crisafulli è siciliana, ha uno studio e una galleria d’arte a Messina, dipinge da sempre.
Nel 1976, Lauro ha instillato in lei, e molti suoi amici-colleghi, la passione dei murales, di cui, da quel momento, è stata testimonial in tutta Italia (e in tv, come racconta).
Ad agosto 2022, a distanza di 44 anni, ha preso parte alla restaurazione e, come fil rouge di tutte le sue opere in giro per l’Italia, ha portato con sé colori e calore siculo:
“Ho fatto tanti, tanti murales in tutta Italia in cinquant’anni e nelle mie opere porto sempre la mia Sicilia, il mio sole siculo, la mia donna mediterranea – capelli ricci, la calza smagliata – in modo da rendere riconoscibile ogni mia opera, che la si veda in Trentino o a Ustica”
La Cisafulli dipinge da oltre 50 anni e i murales sono solo una parte della sua attività
“Dipingere per me non è un hobby. Da quando ero ragazzina ad oggi ho sempre dipinto: è la mia unica attività. Sono una pittrice da studio (a Messina ho lamia galleria d’arte) ma faccio anche murales, che in molti casi sono stati prima dei quadri e poi sono diventati murales”.
Cosí grazie a quella prima illuminante esperienza del 1976, la sua pittura “viaggia” in tutta Italia.
“Lauro è nel mio cuore e nel cuore di molti miei colleghi. Da qui siamo partiti nel lontano 1976, un’esperienza che ci ha ispirato e che abbiamo ripetuto ognuno nella propria zona. Inizialmente abbiamo avuto difficoltà con le varie amministrazioni, ma poi, grazie anche alla visibilità della tv – siamo stati in trasmissioni note come “Domenica In” oppure “Pronto da Raffaella” – sono state le amministrazioni a chiamarci. Lauro è stato il nostro trampolino in questo settore. Ogni volta che venivamo ospitati in tv ricordavamo con affetto la prima originale esperienza lauretana”
Il Monumento ai Caduti di Fellino, situato nella nuova piazzetta del borgo, è un omaggio a coloro che hanno sacrificato la loro vita in tutte le guerre. Eretto nel 1996, questo monumento rappresenta un punto di riferimento storico e culturale per la comunità di Fellino e i suoi visitatori.
La Storia del Monumento ai Caduti di Fellino
L’idea di costruire un nuovo Monumento ai Caduti risale al 1994, quando la sezione locale dei “Combattenti e Reduci” ha costituito un Comitato “Pro Monumento Caduti”. Guidato dal Maresciallo dei Carabinieri a riposo Giovanni Perna, il comitato ha lavorato diligentemente per realizzare questo importante progetto.
Tuttavia, il progetto originale ha subito un’interruzione quando l’Amministrazione Comunale, sotto la guida del dott. Antonio Bossone, ha deciso di prendere in carico la realizzazione del monumento. Questo cambiamento ha portato alla costruzione del monumento che oggi ammiriamo nella piazzetta di Fellino.
Progetti Iniziali del Monumento ai Caduti
Prima del coinvolgimento diretto dell’amministrazione, il comitato aveva già ricevuto due progetti per il monumento. Il primo, proposto dal Geometra Antonio Daniele, e il secondo, elaborato dall’Architetto Antonio De Pascale. Quest’ultimo progetto era stato approvato dall’amministrazione comunale di Ottavio Colucci negli anni ‘80, ma la sua realizzazione è stata interrotta a causa del terremoto del 1980.
Gabriele Renzullo: L’Artista Dietro il Monumento ai Caduti di Fellino
Il Monumento ai Caduti di Fellino è stato realizzato dallo scultore Gabriele Renzullo, originario di Quindici e conosciuto per il suo stile innovativo e contemporaneo. Renzullo ha studiato e lavorato in Germania, guadagnando una reputazione per la sua arte sofisticata e versatile. La sua estetica si ispira a movimenti artistici recenti, caratterizzati da nuove forme e contenuti che superano i tradizionali schemi figurativi.
L’opera di Renzullo invita l’osservatore a un dialogo intimo, offrendo una lettura personale e profonda che va oltre la semplice rappresentazione visiva. Questo rende il monumento un esempio significativo di arte contemporanea nel contesto storico di Fellino.
Reazioni della Comunità al Monumento ai Caduti
Il primo incontro tra la comunità di Fellino e il monumento è stato segnato da discussioni e controversie, principalmente a causa dello stile moderno dell’opera. Tuttavia, col passare del tempo, queste discussioni hanno contribuito a una maggiore familiarizzazione con l’arte contemporanea e un crescente apprezzamento dell’estetica unica del monumento.
Visita il Monumento ai Caduti di Fellino
Per chi desidera esplorare la storia e la cultura di Fellino, il Monumento ai Caduti rappresenta una tappa imprescindibile. Situato nella piazzetta del borgo, il monumento non solo rende omaggio ai caduti, ma offre anche una preziosa occasione per riflettere sull’importanza della memoria e della pace.
La Villa Romana di Lauro, situata al confine tra Lauro e Taurano, nei pressi del Convento di San Giovanni del Palco, è un sito archeologico di grande importanza. Questa villa romana, scoperta durante una campagna di scavi nel 1981, offre uno straordinario sguardo sulla vita e l’architettura dell’antichità.
La Scoperta della Villa Romana di Lauro
Portata alla luce dalla Soprintendenza Archeologica di Salerno, Avellino e Benevento nel 1981, la Villa Romana di Lauro occupa un’area di 1330 mq. Si ipotizza che il nucleo centrale della villa sia inglobato nelle fondamenta del vicino Convento di San Giovanni del Palco. La struttura è disposta su tre livelli, connessi da una scala esterna, e presenta caratteristiche architettoniche che risalgono dal tardo periodo repubblicano al I secolo d.C.
Durante il I secolo d.C., un movimento franoso rese la villa inabitabile. Tra il III e IV secolo, furono apportate modifiche significative, ma successivamente la villa fu spogliata dei suoi tesori e abbandonata. Oggi, le sue rovine offrono un prezioso spaccato sulla storia romana e sul declino delle antiche strutture residenziali.
Le Meraviglie della Villa Romana di Lauro
Il Piano Termale
Il piano termale della villa è un esempio straordinario dell’ingegneria romana. Si accede attraverso un corridoio che conduce al frigidarium, una stanza con una vasca d’acqua fredda. Da qui, si passa al tepidarium, un ambiente riscaldato moderatamente, e poi al calidarium, una stanza calda. Il percorso termina nel laconicum, una sala circolare con nicchie dove i bagnanti godevano di bagni di sudore grazie all’aria calda proveniente dall’ipocausto, uno spazio sotto il pavimento riscaldato dalle suspensurae.
Il Ninfeo
Nella parte inferiore della villa si trova il ninfeo, un’aula rettangolare che ha subito numerose modifiche e distruzioni nel corso dei secoli. Questo spazio è decorato con una serie di nicchie e mosaici di marmo e vetro colorato. Tra le decorazioni, una scena di caccia rappresentata in mosaico raffigura un cervo inseguito da un cane, un amorino armato di asta e una lepre catturata in una rete.
Altre Sezioni della Villa
Il Frigidarium: Sala dedicata ai bagni freddi, fondamentale nelle terme romane per stimolare la circolazione.
Il Tepidarium: Sala con temperatura moderata, utilizzata per il passaggio tra il frigidarium e il calidarium.
Il Calidarium
Visita alla Villa Romana di Lauro
Oggi, la Villa Romana di Lauro è un importante sito archeologico che attira visitatori e studiosi interessati a esplorare la storia romana. Le sue rovine offrono una vista affascinante sulla vita quotidiana e sulla maestria architettonica degli antichi Romani.